La forza di volontà e i 3 modi per allenarla

LA FORZA DI VOLONTA’ E I 3 MODI

PER ALLENARLA

 

Avete idea della potenza che si nasconde dietro la forza di volontà?

Il filosofo Schiller scriveva che è la volontà che fa l’uomo grande o piccolo. Da dove viene quella forza che ci sprona ogni mattina ad alzarci dal letto, quella voce che ci incoraggia a non demordere, a non cedere davanti alla pigrizia o all’apatia e a non arrenderci davanti alle avversità?

Proviamo a scoprire insieme che cos’è la volontà e i meccanismi mentali che si attivano quando la mettiamo in atto.

La parola volontà trae le sue origini dal verbo latino velle, volere. Dunque, la volontà è associata al volere, e, più precisamente, al voler fare qualcosa, per cui presuppone l’essere determinati a raggiungere un obiettivo specifico.

Porsi un obiettivo sembra una cosa semplice ma non lo è affatto: implica la capacità di agire, aderendo a determinati comportamenti, secondo uno schema temporale e un piano di azioni concrete. Ed è proprio qui che entrano in gioco due fattori in grado di determinare la riuscita o meno del proprio obiettivo: disciplina e costanza.

La disciplina ci fornisce un metodo con norme e comportamenti che, se rispetteremo, ci sosterrà durante il nostro percorso. La costanza, invece, è quella forza che ci spinge una, dieci, cento volte, a perseverare, a riprovare con caparbietà, avendo sempre in mente ciò vogliamo raggiungere.

Le grandi scoperte e i grandi traguardi non sono stati raggiunti al primo tentativo e senza alcuna preparazione. Il successo non si costruisce in un giorno, ma richiede mesi, se non anni, è il risultato di volontà di imparare, disimparare e tanta disciplina e perseveranza.

Vi racconto un aneddoto: lo sapevate che fino al 1954 nessun uomo era stato mai capace di abbattere la barriera dei 4 minuti sui mille metri?

Sembrava un’impresa quasi impossibile. Quasi. Non per un uomo: Roger Bannister, mezzofondista e neurologo britannico, nato nel 1929. Fino ad allora esisteva l’assoluta convinzione scientifica nell’ambito della medicina, che anatomicamente fosse quasi fuori dalla portata di un essere umano il superamento di quello scoglio: percorrere quella distanza in meno di 4 minuti non era verosimile perché il cuore non avrebbe semplicemente retto tale sforzo.

Bannister  che era a sua volta un medico, decise di andare contro questa credenza, e iniziò ad allenarsi in modo assiduo per superare quel limite.

E’ la decisione di andare oltre i suoi limiti (limiti più mentali che non fisici), e i limiti dimostrati dagli atleti del suo tempo, che lo porta a stabilire un nuovo record di 3’59”4 nel 1964, superando così la barriera dei 4 secondi (guarda questo video).

Questa è la dimostrazione di due cose:

  1. spesso i limiti sono autoimposti, cioè sono limiti che diamo noi a noi stessi, oppure sono limiti fissati comunemente e mai messi in discussione.
  2. bastano il coraggio e la volontà di agire per andare oltre quelle barriere che sono, nella maggior parte dei casi, soprattutto mentali.

Spesso i limiti si trovano nella nostra mente, nei pensieri limitanti e nelle convinzioni depotenzianti che guidano le nostre scelte. Incontreremo sicuramente delle difficoltà durante il nostro cammino, ma quando si prende veramente una decisione e si agisce con la forza della volontà, ecco che quasi automaticamente il nostro focus si sposta dal problema alla  ricerca delle soluzioni possibili.

Questo succede perché quando prendiamo una decisione in piena consapevolezza, si innescano dei meccanismi per cui la nostra intenzione orienta e, in qualche modo, canalizza tutta l’energia in quella direzione.

Non esistono percorsi lineari, per cui bisogna essere, come dicevo, costanti e perseveranti per sostenere la propria volontà e realizzare la propria intenzione.

Vi è mai capitato di imbarcarvi in un’impresa che poi è naufragata a causa della vostra poca forza di volontà?

Come vi siete sentiti? Male, vero? E non solo per il fatto di non aver raggiunto il vostro obiettivo, ma anche, in buona parte, per il fatto che quella battuta d’arresto sia dipesa da voi, dalla vostra mancanza di volontà. Ci si sente incapaci di portare a termine qualcosa in cui si crede, si perde anche la fiducia nel poter riprovare in futuro, ci si sente un po’ frustrati e arrabbiati con se stessi.

La domanda è: la forza di volontà si può allenare? La risposta è sì.

Ecco un esercizio che puoi iniziare a fare fin da subito per rendere più forte la tua forza di volontà:

 

1. OBIETTIVI: POCHI MA BUONI

Spesso siamo pieni di buoni propositi, soprattutto in periodi particolari come il rientro dalle vacanze, l’inizio di un nuovo anno, un compleanno, il lunedì, ecc. Il problema è duplice: questi buoni propositi sono parecchi (anche perché ce li trasciniamo dietro da molto tempo) e, di solito, sono propositi a lungo termine.

Iniziamo ad allenare la nostra volontà poco per volta: stabiliamo pochi obiettivi e, possibilmente, giornalieri. Naturalmente per questi 2/3 obiettivi non dovranno esserci scuse. Inoltre, avremo la possibilità di controllare quotidianamente i nostri successi. Proprio così: ogni giorno otterremo un piccolo successo che ci farà sentire soddisfatti e appagati e questo rinforzerà la nostra forza di volontà.

Puoi anche “spacchettare” un obiettivo importante e non raggiungibile in un giorno in tanti piccoli obiettivi che saranno come piccoli passi che, giorno dopo giorno, ti porteranno al traguardo.

 

2. COMUNICA I TUOI OBIETTIVI GIORNALIERI

Un altro suggerimento è quello di comunicare i tuoi 2, massimo 3, obiettivi a qualcuno di tua fiducia che dovrà “controllare” che tu li abbia portati a termine alla fine della giornata. Se dovesse capitarti di mancarli, raccontandolo alla persona di tua fiducia ti renderai subito conto di quanto siamo abituati a raccontarci delle scuse per giustificarci.

 

3. SCOPRI LE TUE CONVINZIONI LIMITANTI

Questo è un punto molto importante perché, più o meno consciamente, tutti noi tendiamo a raccontarci delle scuse. Quando troviamo delle giustificazioni sembra che la responsabilità delle nostre mancanze sia esterna o da imputare a qualcun altro (il mio capo non approverebbe, le regole sono troppo rigide, mi hanno fissato un impegno, etc.), ma se ascoltiamo attentamente le nostre parole ci rendiamo conto che le nostre scuse derivano solo dai nostri pensieri, dal nostro dialogo interno. Dietro alle scuse che ci raccontiamo ci sono pensieri e convinzioni limitanti (non sono abbastanza coraggioso, intelligente, forte etc.).

Dunque, ogni volta che ti troverai a raccontare cosa non ti ha permesso di raggiungere il tuo obiettivo giornaliero, avrai la possibilità di analizzare le tue scuse e di guardare in faccia le tue convinzioni limitanti. Questo, già di per sé, è un enorme allenamento per rinforzare la tua forza di volontà.

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Giovanni Porreca