Sono il capitano della mia anima e il padrone del mio destino

SONO IL CAPITANO DELLA MIA ANIMA E IL PADRONE DEL MIO DESTINO

E noi siamo padroni del nostro destino?

Nelson Mandela è senz’altro un’icona della lotta contro l’apartheid (politica di segregazione razziale) in Sudafrica è un esempio di umanità e coerenza morale.

Com’è riuscito questo uomo straordinario a sopravvivere a 27 anni di ingiusta prigionia senza perdere mai la motivazione a combattere per i suoi ideali?

Com’è riuscito a mantenersi saldo e non arrendersi a quella che sembrava una vita confinata entro i muri di una piccolissima stanza?

La vita di Nelson Mandela è senz’altro di grande ispirazione. Era una persona di grande carisma, un uomo con una visione, un ideale, un sogno, per il quale si prepara adeguatamente, studiando e lavorando, e al quale rivolge tutte le sue energie.

Durante il lungo periodo trascorso in carcere sa che la sua missione è ardua e, secondo il parere di molti suoi contemporanei, quasi impossibile. Ma non si arrende. Ogni volta che torna nella sua piccolissima cella risuonano nelle sue orecchie le parole della poesia di William Ernest Henley, Invictus (da cui prende il titolo anche il bellissimo film sulla sua vita diretto da Clint Eastwood):

Non importa quanto stretta sia la porta,
Quanto impietosa sia la vita,
Io sono il padrone del mio destino:
Io sono il capitano della mia anima.

Ognuno di noi è capitano della propria anima e ognuno di noi cerca di guidare il proprio destino. Purtroppo però la vita non è sempre facile: ci si confronta con tante difficoltà, progetti falliti, sogni in apparenza mancati, persone che ci tradiscono, relazioni difficili, a volte ci sentiamo in balìa degli eventi più che padroni del nostro destino.

 

LA FELICITA’ NON COINCIDE CON L’ASSENZA DI PROBLEMI.

E quando i problemi arrivano, che cosa facciamo?

Addossiamo la responsabilità al destino? Oppure ci attiviamo per far loro fronte e mettiamo in campo tutte le nostre competenze emotive?

Quando diamo la colpa a qualcun altro per la nostra infelicità, in realtà gli stiamo dando il di potere controllare la nostra vita

Siamo noi che scegliamo come affrontare la paura, la rabbia, il dolore.

Siamo noi che decidiamo con quale atteggiamento mentale vivere i momenti della vita.

Siamo noi che prendiamo l’iniziativa per far accadere ciò che desideriamo fortemente.

E questo non è essere padroni del proprio destino?

Il segreto è prendersi la responsabilità di se stessi. Prendersi la responsabilità di sé significa anche imparare a dialogare con se stessi in un altro modo: smettiamo di dirci “se fossi…”, “se avessi…”, “se solo accadesse…”, “sarei felice se…”.

In questo modo stiamo dicendo a noi stessi che ci manca sempre qualcosa e, soprattutto, che ottenere quel qualcosa non dipende da noi ma da qualche fattore esterno sul quale non abbiamo nessun controllo.

 

L’UNICA COSA SU CUI HAI IL CONTROLLO SEI TU. 

Sei tu che controlli i tuoi pensieri, ci hai mai pensato?

Sembra un gioco di parole ma in realtà è un concetto molto importante: dobbiamo avere la consapevolezza che siamo i “padroni” dei nostri pensieri.

C’è per caso qualcuno che pensa al posto nostro e che può entrare nella nostra testa? No, vero? (almeno non in modo conscio).

Questo significa che abbiamo anche la possibilità di cambiare i nostri pensieri, ma, per farlo, occorre autoeducarsi a pensare diversamente: a considerare i problemi come prove da superare e non come ostacoli insormontabili, a vivere i fallimenti come insegnamenti e non come sconfitte.

Non delegare ad altri la tua felicità, hai un grande potere: i tuoi pensieri e le tue azioni possono cambiare la tua realtà. È una scelta solo tua.

 

E tu che realtà vuoi vivere?

 

Giovanni Porreca