Come ritrovare la motivazione in questa fase di ripartenza

COME RITROVARE LA MOTIVAZIONE IN QUESTA FASE DI RIPARTENZA

Anche voi state facendo un po’ di fatica ad immaginare il futuro?

Viviamo tutti sospesi tra la voglia di ripartire lasciandoci alle spalle quello che è stato e il timore di una nuova fase di chiusura.

In soli tre mesi abbiamo trasformato le nostre routine, abbiamo acquisito nuove modalità di vita, di lavoro e di approccio nelle relazioni.

Abbiamo appreso nuove abitudini in un tempo relativamente breve: la condizione di lockdown, infatti, ci ha costretti a lasciare repentinamente le nostre vecchie abitudini e questo fatto è singolare se pensiamo che, solitamente, non è così scontato e automatico riuscire a modificare le proprie abitudini velocemente. Lasciare il vecchio per il nuovo, anche con la prospettiva di un miglioramento, non è mai facile: non si sa a cosa si va incontro, non si ha il controllo della situazione e comunque l’ignoto fa sempre un po’ paura.

 

Tuttavia, ora che ci troviamo nella condizione di poter riprendere, almeno in parte, la nostra “vecchia” vita, questo ci spaventa: perché?

Probabilmente, in parte, perché ci troviamo di fronte ad un nuovo cambiamento che comporta comunque un investimento di energie e, in parte, perché forse si ha il timore di non trovare più la stessa situazione che abbiamo lasciato tre mesi fa.

Ecco che molte persone hanno la sensazione di essere sospese in una dimensione in cui la direzione da prendere non è del tutto chiara e questo può essere destabilizzante e può togliere sicurezza entusiasmo e motivazione.

 

QUELLO CHE DOBBIAMO FARE È ARRENDERCI

Sì, avete capito bene! So che di questi tempi può sembrare un termine inusuale: tutti, infatti, ci incitano, molto spesso usando termini mutuati dal linguaggio bellico, a resistere, a lottare, a difenderci. In che senso dunque dovremmo arrenderci e a che cosa?

Dovremmo arrenderci all’evidenza che non possiamo avere il controllo su tutto: sulla circolazione del virus, sull’instabilità delle borse, sulla precarietà dell’economia, eccetera.

È chiaro che la mancanza di controllo ci fa sentire insicuri, più ansiosi e sempre all’erta ma siamo noi che ci mettiamo nella situazione di sentirci così! E se iniziassimo a focalizzarci solo su ciò di cui possiamo avere il controllo?

 

DUNQUE, CHE COSA POSSIAMO CONTROLLARE?

Possiamo controllare i nostri pensieri e direzionarli in modo che si focalizzino su obiettivi concreti e a breve termine e, di conseguenza possiamo controllare le nostre azioni.

Come? Facendoci questa semplice domanda: cosa posso fare di concreto oggi?

Quali leve posso utilizzare per motivare il mio team e me stesso/a?

 

Ecco alcuni suggerimenti.

Innanzitutto la PRESENZA.

Parlare di presenza oggi sembra quasi un paradosso, in un momento in cui vige il distanziamento sociale e in cui lo smart working sta diventando la modalità di lavoro prevalente, ma percepire e far percepire la propria presenza, anche da remoto, è fondamentale per sostenere le persone.

Presenza non vuol dire esserci fisicamente, bensì essere presenti a se stessi, in una parola: essere consapevoli.

In questo periodo particolare occorre avere consapevolezza del proprio stato e delle proprie reazioni, solo così potremo essere in grado di gestire le reazioni degli altri.

La presenza è una competenza e, come tale, si può imparare e, soprattutto, si può allenare attraverso un lavoro costante di auto-osservazione e di osservazione degli altri e attraverso un percorso di crescita personale che aiuti a diventare più aperti e flessibili e, soprattutto, a essere più centrati in modo da accedere più facilmente alle proprie intuizioni, leggere in modo oggettivo le reazioni delle persone intorno a noi, essere oggettivi e lucidi nella restituzione dei feedback.

Ecco perché è importante la presenza in un momento di non-presenza: per avere e trasmettere un atteggiamento di fiducia nel futuro, per non essere sequestrati dalle proprie emozioni e ri-orientarsi verso la ricerca di soluzioni che ci aiutino ad attraversare questa fase di transizione.

Antoine de Saint-Exupéry scriveva ne “Il Piccolo Principe” che “l’essenziale è invisibile agli occhi” e, per chi gestisce delle persone in questo periodo, non è importante esserci fisicamente ma è assolutamente fondamentale che sia visibile la sua leadership.

 

Fondamentale l’ASCOLTO.

Si è sempre parlato dell’importanza della capacità di ascoltare ma, in questo particolare momento diventa imprescindibile per chiunque allenare questa competenza.

Ascolto significa prima di tutto disponibilità verso l’altro ma è tutt’altro che un’abilità messa in campo solo dai cosiddetti specialisti della relazione d’aiuto, anzi, uno dei maggiori problemi riscontrati nelle Organizzazioni, oggi, è proprio la mancanza di un ascolto adeguato a tutti i livelli: tra manager e  collaboratori, tra colleghi, con i clienti, tra le varie divisioni, una carenza di ascolto può portare a una poca comprensione, a fraintendimenti, alla presa di decisioni superficiali o affrettate, a conflitti, a episodi di stress estremo con grosse ricadute sia sul piano relazionale che sul piano del business.

 

Quante volte ti sei sentito poco ascoltato? E ti ricordi come quella sensazione ha impattato su di te? Sul tuo stato d’animo, sulla fiducia in te stesso e anche sulla tua proattività e sulle tue performance?

Soprattutto in questo frangente tutti abbiamo bisogno di essere ascoltati perché, come dicevo, la situazione ci porta a vivere un po’ in bilico, possiamo ritrovarci ad essere più suscettibili, più nervosi, più preoccupati e solo con un atteggiamento di ascolto e comprensione possiamo riuscire a mantenere un sano equilibrio all’interno delle nostre relazioni, sia personali che professionali.

 

In smart working la tua capacità di ascolto è migliorata o peggiorata?

È inutile negare che la dimensione relazionale in questo periodo è venuta un po’ meno: fare attenzione al non verbale del nostro interlocutore e integrarlo nel nostro modo di ricevere e percepire il suo messaggio risultava sicuramente più naturale e immediato in una conversazione face to face. Le continue video call, gestire diversamente i tempi delle conversazioni su zoom o su teams, essere continuamente connessi e cercare di processare le informazioni in modo veloce e dinamico, ci porta inevitabilmente ad ascoltare in modo diverso e non sempre è facile dedicare a tutte le persone con cui ci relazioniamo il giusto grado di ascolto.

 

Anche il nostro modo di COMUNICARE cambia.

Forse vi sarete accorti o forse no, ma il modo in cui comunichiamo di solito ha subíto delle variazioni. Chi ha continuato a comunicare con gli altri usando la stessa modalità di sempre si sarà subito accorto, da feedback e riscontri che non funzionava.

Certo le video call o semplicemente le call si sono sempre fatte ma alternate alla modalità face to face, ora ci si vede e ci si sente, ci si scambia opinioni, si discute, si danno consegne, si analizzano dati ma è profondamente diverso farlo durante un meeting in presenza e farlo sempre, tutti i giorni in video call.

La nostra comunicazione va adattata a questa formula e bisogna, in un certo senso, re-imparare a comunicare se si vuole essere efficaci: per trasmettere messaggi chiari si deve partire dalla costruzione del messaggio stesso, curarne struttura e durata, con particolare attenzione al paraverbale.

Vi sarete accorti, infatti, come sia più difficile mantenere attenzione e concentrazione e come, nonostante si stia comodamente a casa propria, come, a fine giornata, ci senta più stanchi.

Quindi imparare come comunicare meglio da remoto non solo è fondamentale perché influenza l’efficacia e l’efficienza di un’Organizzazione, a tutti i livelli, ma è cruciale per il nostro benessere psicofisico.

 

Aggiornare queste competenze è sicuramente sotto il nostro controllo, dipende esclusivamente da noi. È vero, non sappiamo cosa succederà domani ma sappiamo che arricchire il proprio bagaglio personale e professionale ci aiuterà a essere pronti per affrontare il futuro qualunque esso sia e, contemporaneamente ci può aiutare a vivere questo momento di transizione con meno ansia e più motivazione.

 

Ti auguro tutto il meglio con affetto – Giovanni